Lessico per ritrovare le idee
Autonomia causale. Gli eventi non richiedono che un individuo li osservi per trasformarsi. Non significa che un sistema sia privo di relazioni né che la TUCR rinunci al proprio postulato CF.
Causalità. Dipendenza delle trasformazioni da condizioni pertinenti entro un modello. Non si ricava automaticamente da una correlazione statistica; richiede assunzioni sulle relazioni e, quando possibile, confronti mediante interventi.
Coarse-graining. Passaggio da una descrizione dettagliata a variabili collettive. Si conservano alcune distinzioni e se ne eliminano altre, con possibili errori e dipendenze dalla storia dei dettagli omessi.
Computazione fisica. Realizzazione di trasformazioni regolate su stati definiti. Nella TUCR orienta la ricerca di una dinamica fondamentale; non implica un computer elettronico o un programmatore esterno.
Coscienza fondamentale, CF. Dimensione coscienziale che la teoria postula immanente alla realtà intera. Non è un’energia, una radiazione o un soggetto umano ingrandito fino alle dimensioni del cosmo.
Coscienza individualizzata, Ci. Prospettiva vissuta e situata, condizionata dalla specifica organizzazione corporea e ambientale. Nella TUCR manifesta il fondamento senza esserne una porzione materiale staccata.
Coscienza riflessiva. Forma di esperienza che include aspetti del soggetto nel modello. Non va assunta senza argomenti come unica forma possibile di esperienza, né confusa con tutta la memoria autobiografica.
Correlazione. Dipendenza statistica tra variabili. Può essere dovuta a una relazione diretta, a cause comuni o ad altre strutture. Identificarla non equivale a identificare la causa.
Decoerenza. Riduzione dell’interferenza accessibile nella descrizione di un sistema correlato con l’ambiente. Non richiede uno sguardo umano e non risolve da sola tutte le questioni interpretative della misura.
Emergenza. Comparsa di proprietà collettive a un livello di organizzazione. È il nome di un problema da spiegare con condizioni e dinamiche, non un meccanismo universale autosufficiente.
Esperienza e accesso. Vivere uno stato e poterlo riferire, ricordare o utilizzare in un compito sono proprietà collegate ma non identiche. Le difficoltà espressive non autorizzano a negare automaticamente l’esperienza.
Feedback. Circuito nel quale un risultato modifica l’azione successiva. Può essere automatico; non implica da solo riflessione, esperienza o salute del sistema.
Fondamento. Priorità ontologica assunta dalla proposta. Non designa necessariamente qualcosa che sia apparso prima nel tempo né un luogo da cui partirebbero segnali.
Identità personale. Questione della continuità di un individuo, distinta dalla somiglianza di una copia. Comprende problemi corporei, causali, psicologici e relazionali che non si esauriscono nel numero dei ricordi.
Immanenza. Appartenenza del fondamento alla medesima realtà. Il termine contrasta l’immagine di una sorgente separata che debba inviare coscienza dentro il mondo.
Individuazione. Organizzazione di una prospettiva distinta entro un fondamento comune. Dire che il cervello individualizza nomina una relazione che la teoria deve rendere più precisa.
Informazione. Descrizione quantitativa di alternative e correlazioni, o contenuto utilizzato da un sistema secondo il contesto. Informazione statistica, efficacia causale e significato vissuto non sono sinonimi.
Interazione silente. Trasformazione causalmente efficace non incorporata nel modello di un osservatore. «Silente» indica l’assenza di conoscenza individuale, non una forza occulta.
Matrice. Metafora controllata del fondamento coscienziale. Non è una griglia digitale né un magazzino contenente tutte le biografie e tutte le informazioni dell’universo.
Memoria autobiografica, Mi. Organizzazione di ricordi della storia personale. È distinta dalle tracce fisiche distribuite e dall’intera esperienza presente di una persona.
Memoria cosmica. Nome dato alle conseguenze e correlazioni persistenti degli eventi. Non è un archivio perfetto e universalmente consultabile, né una prova della continuità personale oltre la morte.
Metrica. Struttura quantitativa di intervalli pertinente a una geometria. La misura ne stima grandezze; l’attenzione di una persona non crea la distanza o la durata.
Modello di sé. Rappresentazione di aspetti del sistema che costruisce il modello: corpo, posizione, capacità, limiti o incertezza. Non richiede un piccolo osservatore nascosto nel cervello.
Monismo a duplice aspetto. Lettura di una realtà unitaria nella sua organizzazione fisico-informazionale e nella dimensione coscienziale postulata. Non introduce automaticamente due sostanze o due motori causali.
Ordine causale parziale. Struttura che consente ad alcuni eventi di precederne altri senza imporre un confronto causale a ogni coppia. Nella forma stretta esclude che un evento preceda se stesso.
Pattern. Configurazione riconoscibile rispetto a proprietà, scale e tolleranze. La persistenza del pattern non richiede immobilità, ma non dimostra da sola identità personale o esperienza.
Postulato. Assunzione esplicita della proposta. Può essere centrale per la sua ontologia senza essere per questo confermata sperimentalmente.
Ricorsività coscienziale. Interpretazione di individuazione, esperienza, azione e cessazione come modalità del medesimo fondamento. Non è una ricorsione algoritmica misurata né un viaggio del soggetto.
Ricorsività delle regole. Confrontabilità di operazioni o architetture in contesti differenti. Non significa frattalità geometrica universale o equivalenza tra un atomo e un sistema solare.
Ricorsività osservativa. Circuito nel quale un modello del mondo e di sé orienta azioni che cambiano le condizioni da cui dipenderanno le osservazioni successive.
Ritorno. Cessazione dell’individuazione locale entro il fondamento che la comprendeva. Non implica trasferimento della memoria, viaggio nel passato o prosecuzione dimostrata dello stesso soggetto.
Tempo proprio. Durata geometrica lungo una traiettoria. È distinto dal tempo coordinato e dalla valutazione soggettiva della durata.
Tempo vissuto. Forma dell’attesa, del ricordo e del cambiamento nell’esperienza. Un passato percepito come presente non è, soltanto per questo, un ritorno fisico nel passato.